IL FIUME ERIDANO

Classe VB Scuola Primaria Allende – Classe IB Scuola Media Levi di Rivoli (TO)

Eridano era un principe egizio che non sarebbe mai salito al trono. Non era il primogenito e quindi non aveva nessuna speranza di succedere al padre.

Decise allora di partire in cerca di fortuna, salì su una nave e si mise in viaggio. Dopo aver attraversato il mar Mediterraneo, sbarcò sulle coste della Liguria. Fu subito incuriosito dalle montagne che spuntavano a poca distanza dalla costa.

“Cosa ci sarà al di là di quelle montagne? Andiamo a vedere.”

Il viaggio del principe egizio continuò. Attraversati gli Appennini, Eridano vide davanti a sé una grande pianura. Camminò a lungo, finché incontrò un largo fiume che sembrava il Nilo. Si arrampicò sulle colline che costeggiavano la riva destra del fiume e vide che ne incrociava un altro, più piccolo.

Alla confluenza dei due fiumi gli sembrò di vedere una testa di toro con le corna dorate. Si voltò verso il suo seguito e guardò con attenzione la statua del dio Api, che aveva portato con sé dall’ormai lontano Egitto. Un dio con la testa di toro… era un segno del destino!

Eridano scese alla confluenza dei due fiumi e lì fondò la sua città, che chiamò Taurasia. Così nacque l’attuale Torino, alla confluenza tra il Po (il fiume grande come il Nilo) e la Dora Riparia (il fiume più piccolo).

Anni dopo, durante una gara con le bighe egizie, Eridano cadde nel fiume più grosso e scomparve. Da allora quel fiume venne chiamato da tutti, per molto tempo, Eridano, in onore del principe arrivato da lontano.

Il principe Eridano, durante il suo viaggio, deve scavalcare molti ostacoli (la traversata del Mare Mediterraneo, l’approdo sulle coste liguri, il superamento degli Appennini…) Ogni ostacolo che supera gli porta via un po’ della sua forza. Gliene rimarrà abbastanza per fondare Taurasia?

Ogni squadra scrive, una sotto l’altra e scegliendole con cura, sette parole che abbiano un collegamento con la leggenda. Nella scelta delle parole bisogna tenere presente che, una volta scritte tutte e sette…

- L’ultima parola scelta salta, a una a una, le altre sei. Ogni volta che salta una parola ne porta via tutte le lettere presenti in entrambe (nella parola che salta e in quella che viene saltata).

- Quando la parola arriva a destinazione, parte quella che è in fondo alla fila (parola che parte incompleta, senza le lettere che le sono state portate via), salta le altre sei e così via.

- Quando tutte e sette le parole hanno saltato, a turno, le compagne si conta quante lettere diverse una dall’altra sono rimaste.

- Vince chi è riuscito a conservare il maggior numero di lettere differenti.