
(Omicron – Della Mea)
Ho la
storia di un bel tipo da cantare
e vi prego di ascoltarla per un po'
perché lui deve capire se può vivere o morire,
se può dare una speranza al proprio no.
Si chiamava... non ricordo, non m'importa,
era come un nontiscordardime,
come un sogno giusto per l'ora lieve, l'ora corta
col sapore di un buon vino o un buon caffè.
Lui era bello com'è bello un vero artista,
che sa dire e che sa dare in libertà,
«Non perché» - diceva - «io voglia fare l'estremista,
ma perché... perché mi dà felicità!»
Lui era bello com'è bello un vero artista,
che ha coscienza del suo sì e del suo no,
«Non perché» - diceva - «io voglia fare il moralista.
ma non amo delegare neanche un po'.»
Lui era bello com'è bello chi è sereno
e sa negarsi alle sirene del potere:
costruiva mongolfiere colorate arcobaleno,
liberate a sera con il suo sapere.
Poi qualcuno disse no al televisore
e decise di affacciarsi al suo balcone
e scoprì la mongolfiera come fosse un primo amore
liberato dalla sua liberazione.
Poi qualcuno prese tutte le bandiere
di una vita e col filo della gioia
le cucì e bestemmiando agli dèi d'ogni potere
fece sue le sue ore, senza noia.
Tutto questo voi capite che era assai grave,
ogni sera c'era chi si liberava
e crollavano gli ascolti, la pubblicità e la nave
del regime dei consensi già affondava.
Fu vietato costruire mongolfiere
e sognare di affacciarsi alla finestra,
fu vietato darsi il tempo e lo spazio per capire
che il nemico ce l'abbiamo nella testa.
Ma se voi vi affacciate anche stasera
tra colori e fantasie e suoni all'aria,
voi vedrete il nostro amico, l'ultima sua mongolfiera,
sentirete una canzone libertaria.
Un sorriso può bastare se vuol dire
che per lui e insieme a lui si vuole andare,
per ridarci una vita contro chi ci fa morire:
il diritto alla gioia è da inventare!