LA  GIRANDOLA

 

C’è una girandola sopra una ringhiera.

Aspetta il vento per fare un girotondo,

ma aspetta invano perché proprio stasera

il vento parte: va in giro per il mondo.

 

“Mi son stufato di lucidar le stelle,

di sparger foglie su sentieri e strade,

di spettinare le bimbe, brutte e belle,

di sparpagliare la pioggia quando cade…

 

così ho deciso di cambiar paese

e di partire per un lungo viaggio.

Starò lontano da qui per qualche mese

e tornerò non prima del tre maggio.”

 

Senza più il vento con le sue carezze

per la girandola tutto è grigio e scuro:

il mondo è pieno di paure e di tristezze

e senza il vento ci si annoia di sicuro.

 

C’è un bimbo solo, seduto su una panca,

sta sbadigliando, si sta grattando il naso.

Guarda gli amici con l’aria triste e stanca:

gli altri lo chiamano, ma lui non ci fa caso.

 

Poi, tutto a un tratto, alza gli occhi alla ringhiera.

Vede l’immobile oggetto colorato:

per metà è fiore e per metà bandiera,

ma sembra debole, triste e senza fiato.

 

In pochi istanti il bambino è sul balcone

e la girandola – “Oplà!” - fra le sue mani.

Sorride il sole col suo bel faccione,

sorridon pure farfalle, gatti e cani.

 

Il bimbo corre veloce per il mondo.

Ha tra le mani un rotondo arcobaleno,

sette colori che fanno il girotondo:

corre il bambino, veloce come un treno.

 

Un nuovo sole ora illumina la Terra:

è la girandola, bianca e luminosa,

perché i colori, se non si fan la guerra,

spargon la luce al di sopra di ogni cosa.

                                                    Elio Giacone

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