IL DIAVOLO E LA LUNA

(da una leggenda dell’Estonia)

Il diavolo, nel buio della notte,

nelle grotte catturava le marmotte,

poi pestava la coda ai serpenti

che non eran per niente contenti.

Ilmarinen era molto arrabbiato:

“Mi ha mangiato persino il gelato !

Costruisco le stelle e la luna

che sparpaglino pace e fortuna,

poi le porto alla maga del cielo

per sconfiggere il buio ed il gelo.”

 

Nel vedere la luna là in alto

il diavolo fece un gran salto:

“Cosa fai su nel cielo, sciocchina ?

Sembra quasi che sia già mattina !

Dai fastidio ai gufi, alle rane

e ai conigli che van nelle tane.”

Su nel cielo la luna impertinente,

sorridendo, fece finta di niente.

 

“Col pennello, la scala ed il secchio

ti dipingo di nero, ti invecchio !

  Demonietto che dormi per terra,

alla luna vuoi fare la guerra ?

Se tu sali e la dipingi tutta,

la luna diventa più brutta !”

Demonietto salì su col pennello,

comportandosi come un monello.

Il diavolo sotto a lui starnutì

 e la vernice in testa gli finì.

Il birbante diventò tutto nero:

faceva paura davvero !

     

Arrabbiato, riempì il secchio nuovamente

per fare un dispetto alla gente.

Ilmarinen, che dormiva lì vicino,

castigò quello sciocco birichino.

Mandò il diavolo nel buio profondo,

sotto terra, al centro del mondo.

Il demonietto lo mandò sulla luna,

solo, soletto… che grande sfortuna !

Tutti, sulla Terra, diventaron sorridenti

e vissero per sempre felici e contenti.

Classi seconde - Scuole elementari Mazzini e Chiovini - Torino