GHIACCIO E GELO    

Brina, ghiaccio e gelo porta sempre con sé, certo è la stagione meno calda che c’è! Scende senza fretta neve bianca dal ciel, copre tutto quanto come un vel.

Lunghe son le notti, non c’è luce tra noi che aspettiamo il sole per sorrider, ma poi grosse nubi in cielo prendon forma ed il sol brilla quando può e non quando vuol.

Passa lento il tempo, tutto è fermo quaggiù, l’acqua nei torrenti non si può muover più: come per magia è prigioniera di un re che nessuno vede eppure c’è.

Stanze di cristallo che si specchian nel blu, torri di diamante che vorresti anche tu, zucchero filato sparso un po’ qua e là, ma c’è qualche cosa che non va.  

Vento del deserto, fatti un giro tra noi ! Libera le gocce prigioniere, se puoi. L’acqua tra la gente scorrerà e canterà la sua ritrovata libertà.

I bambini vengono divisi in quattro gruppi, ciascuno dei quali si dispone lungo uno dei lati della stanza. A ogni gruppo viene affidata una delle prime quattro strofe della canzone. La musica ha inizio. I bambini che devono cantare la prima strofa stanno in piedi, uno accanto all’altro, mentre ciascuno dei loro compagni mima un animale, a sua scelta, in assoluto silenzio e senza muoversi da dove si trova. Non appena il primo gruppo inizia a cantare, tutti gli altri bambini si immobilizzano, congelati dal freddo, e restano fermi fino alla fine della prima strofa, quando possono riprendere a mimare i loro animali. Tocca ora al secondo gruppo prepararsi a cantare, mentre anche i bimbi che hanno appena finito di cantare mimano un animale e così via. Quando qualcuno canta, tutti gli altri restano immobili; quando c’è solo musica, chi non sta per cantare mima il proprio animale. La quinta e ultima strofa va cantata tutti insieme. Gli animali, finalmente liberi dal gelo dell’inverno, cantano correndo, saltellando e svolazzando qua e là, felici per la loro ritrovata libertà.