LA
TREDICESIMA
AZIONE

Ogni azione
che si compie influenza le mosse successive di quell’emozionante partita che
è la vita. Attenzione quindi a giocare bene le proprie carte.
Giocatori - Quattro per volta.
Occorrente - Due mazzi di carte a cui sono stati tolti i jolly.
Preparazione - Il primo mazzo di carte viene distribuito ai quattro giocatori, consegnando a ciascuno di loro le tredici carte di un determinato seme. Il secondo mazzo di carte viene invece mescolato e posato sul tavolo, a faccia in giù.
Regole - Si gira sul tavolo la prima carta del mazzo: se è rossa (di quadri o di cuori) farà vincere chi gioca la carta più alta, se è nera (di fiori o di picche) chi gioca quella più bassa. Ciascun giocatore posa una delle sue carte sul tavolo, tenendola coperta e girandola poi contemporaneamente ai compagni. Chi vince prende le quattro carte giocate e le tiene in un mucchietto, coperte, davanti a sé. Se vincono due giocatori, ciascuno dei due si prende due delle quattro carte. Se vincono in tre, ciascuno dei tre si riprende la sua carta (che posa, coperta, davanti a sé) e la carta rimasta andrà ad arricchire il bottino del giro successivo. Si gira sul tavolo un’altra carta del mazzo e così via. Sta a ciascun giocatore decidere di volta in volta la carta da giocare tra quelle che gli rimangono in mano.
Vince - Chi ha conquistato più carte al termine dei tredici giri.
Varianti - Si può complicare il gioco stabilendo un ruolo diverso alle carte del mazzo sul tavolo. Le carte di cuori fanno vincere chi gioca la carta più alta, quelle di picche chi gioca la carta più bassa, quelle di quadri chi gioca la carta più vicina al sette e quelle di fiori, infine, chi gioca la carta più lontana dal sette. Si può anche introdurre la variabile “caso”, girando sul tavolo la carta del mazzo solo dopo che i giocatori hanno giocato le loro carte.
Il
vincitore può scegliere quale dei suoi tre avversari dovrà fare una
penitenza...
*** Comporre una poesia di otto righe, in rime, paragonando le proprie scarsissime capacità con le splendide doti dei tre compagni.
*** Stringere la mano a tutti i compagni, dopo aver fatto dieci giri intorno al dito indice della propria mano destra, appoggiato saldamente al terreno.