DOMINO
Quattro giocatori, tredici carte ciascuno. Si inizia la partita da chi possiede il sette di cuori, che viene posato in mezzo al tavolo. Il secondo giocatore può attaccarsi a questa carta (posandoci accanto il sei o l’otto di cuori), oppure calare un altro sette e così via. Man mano che si va avanti è possibile attaccarsi a uno degli estremi di una qualsiasi delle catene già iniziate o iniziare una catena nuova posando sul tavolo un sette. Chi non ha la possibilità, quando viene il suo turno, di fare niente di tutto questo, lascia proseguire il gioco senza posare sul tavolo alcuna carta. Vince chi termina per primo le carte che ha in mano.
Il vincitore può scegliere quale dei suoi tre avversari dovrà fare una penitenza...
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Cantare nome, cognome e
indirizzo di almeno cinque amici sulle note di «Quel mazzolin di fiori ».
*** Leggere dieci righe dell’elenco telefonico (numeri compresi) con lo stesso tono con cui Amleto recita il suo celebre «Essere o non essere ».
*** Pronunciare i nomi dei sette nani con una voce da cartoni animati e quelli dei sette re di Roma con una voce da film comico (e poi, magari, anche i sette colori dell’arcobaleno con una voce da film fantasy e i sette vizi capitali con una voce da film dell’orrore).