GIOVANNINO
MANOTINTA
« Cinque
sono i sensi dell'uomo, cinque le dita della sua mano. Sarà un caso oppure no?
Se mi ascolti, te lo dirò!
Tanto,
tanto tempo fa le cinque dita della mano destra di Giovannino, un bambino vivace
e curioso, si misero a discutere animatamente.
« Nel mondo ci sono tante cose meravigliose da assaggiare, da annusare, da vedere e da ascoltare e noi possiamo solo sfiorarle, toccarle o, al massimo, afferrarle. Non è giusto! Vogliamo anche noi sentire i gusti e gli odori, ascoltare i suoni, vedere i colori. »
Mago
Abras, un vecchio mago sempre in vena di scherzi, sentendo le dita della mano
discutere, decise di fare una piccola, divertente magia. Per un giorno intero i
cinque sensi avrebbero tenuto compagnia alle cinque dita, permettendo ad una di
loro di assaggiare le cose, ad un'altra di annusarle, ad un'altra ancora di
vederle e alle ultime due di ascoltarle e di toccarle.
« Io
che sono il più grande di tutti » - disse il medio - « voglio continuare a fare
quello che ho sempre fatto: toccare le cose!
« Io
non so cosa voglio. » - aggiunse subito l'anulare.
« Io
sono il dito che finisce sempre in bocca » - disse il pollice - « e così voglio
assaggiare le cose.
« E io
sono il dito che finisce sempre nel naso » - gli fece eco l'indice - « e così
voglio annusare le cose.»
« Io
non so proprio cosa voglio. » - ripetè l'anulare.
« Io
sono il dito che serve a grattare le orecchie » - disse il mignolo - « e così
voglio ascoltare le cose.»
« E io
non so ancora cosa voglio... » - l'anulare era proprio indeciso.
« I
tuoi compagni hanno già scelto e quindi a te non rimane che vedere le
cose. » - gli disse Mago Abras.
« Vedere
le cose... ecco, è proprio quello che volevo. » - anche l'anulare era
soddisfatto.
Il mago diede un nome ad ogni dito e poi, con una
strampalata parola («Arkenstrattenwurendunnendakkenscioelen!!! ») diede il via alla magia.
Pollicino
Makebuon (così era stato chiamato il pollice...) passò la giornata ad
assaggiare gustosissime torte, frutti squisiti e deliziosi biscotti (ma gli
capitarono anche amarissime radici, peperoncini che sembravano di fuoco e
asprissimi fili d'erba verde).
Indice
Profumin annusò il profumo dei fiori e la puzza delle mele marce, il gradevole
odore delle frittelle e quello sgradevole delle polpette bruciate.
Medio
Toccotoccotoc sentì quant'era soffice una piuma, quant'era morbida la lana,
quant'era liscia la pelle di un bambino... quant'era dura una pietra, quant'era
pungente una spina...
Anulare
Vedolontan Vedovicin vide il verde luminoso dei prati, l'azzurro limpido del
cielo, il giallo brillante dei girasoli, i mille colori delle ali delle
farfalle.
Mignolino
Sentiqwà ascoltò il rumore delle pietre che rotolano, il mormorare di un
ruscello, il canto melodioso di un uccellino, l'abbaiare furioso di una cane da
guardia, il pianto di un bimbo spaventato.
Alla sera
le cinque dita sorridevano soddisfatte, ma le sorprese per loro non erano ancora
finite. Durante la notte si sussurrarono l'un l'altra le mille sensazioni
vissute durante la giornata e non appena il sole illuminò la stanza si
accorsero... che erano diventate colorate! Ognuna di loro aveva preso il colore
della cosa che le era piaciuta di più. La magia del mago aveva fatto anche
questo!
Non
dobbiamo però dimenticare che le cinque dita facevano parte di una mano e che
la mano apparteneva ad un bambino. Cosa può pensare un bimbo che si sveglia al
mattino e scopre che le dita della sua mano destra sono di cinque colori diversi?
« Hei,
guarda qua, ho le dita colorate! Adesso devo proprio colorarmi anche il palmo
della mano e lo colorerò col mio colore preferito!
Così
finisce la storia di Giovannino Manotinta (il nome glielo ha dato Mago
Abras...), un bimbo le cui dita avevano avuto la possibilità, grazie ad una
strana parola magica, di assaggiare, annusare, toccare, vedere e ascoltare le
mille meraviglie che riempiono il mondo.
Giocatori - Quanti si vuole, con un conduttore.
Occorrente - Un foglio di carta per ciascun giocatore e pennarelli colorati per tutti. Una matita per il conduttore.
Preparazione - Ogni giocatore appoggia la mano destra sul proprio foglio, con le dita ben aperte, e il conduttore traccia con la matita il contorno della mano.
Regole - Ciascun giocatore deve colorare il pollice dell'impronta che la propria mano ha lasciato sul foglio col colore di una cosa che vorrebbe assaggiare, l'indice col colore di una cosa che vorrebbe annusare, il medio col colore di una cosa che vorrebbe toccare, l'anulare col colore di una cosa che vorrebbe vedere e il mignolo col colore di una cosa che vorrebbe sentire. Fatto questo, colora il palmo dell'impronta della mano col proprio colore preferito.
Vince - Chi è più soddisfatto del proprio lavoro.