IL PITTORE

A Prato Fiorito, nelle dolci
giornate primaverili, arriva ogni tanto un buffo pittore, con la sua tela, i
suoi colori e i suoi pennelli. Gli animaletti che abitano da quelle parti gli si
avvicinano spesso, per vedere sulla tela le bianche nuvole che attraversano il
cielo e i
coloratissimi fiori che
riempiono il prato, ma ogni volta restano delusi: il pittore non dipinge nuvole
né fiori ma solo e sempre facce, facce di tutti i tipi e di tutti i colori, e
lo fa accompagnandosi con una strana canzoncina.
I
pittori fanno festa se dipingono una testa, che sian furbi o che sian sciocchi,
senza naso, bocca e occhi, senza baffi e senza orecchi, senza pulci né
pidocchi.
Ed ecco che sulla tela bianca
compaiono i contorni di una testa con tanto di capelli.
Dalla
testa, a poco a poco, quasi come fosse un gioco, sghignazzando come un matto,
saltellando come un gatto, salta fuori, guarda caso, proprio lui: un grosso naso!
Un bel naso arancione prende il
suo posto nella faccia, a metà strada tra i capelli ed il mento.
Forse
ai topi ed alle rane queste rime sembran strane. Forse questa filastrocca può
sembrare molto sciocca, ma vediamo un po’ a chi tocca: dopo il naso vien... la
bocca!
È il turno della bocca, che
spicca sulla tela bianca come una ciliegia matura sul candido fazzolettino di
una bimba golosa.
Il pittore, zitto zitto, sta facendo un bel ritratto. - Questo sopra, questo sotto, questo qua dove lo metto? Questo storto, questo dritto, mancan gli occhi ed è perfetto! -
Sulla faccia compaiono gli
occhi, a volte neri, a volte verdi o azzurri, marrone, viola...
- Forse
ho fatto troppo in fretta, manca ancora qualcosetta. Il ritratto è proprio bello
però manca... manca... il collo e poi, prima che si specchi, ecco qua due begli
orecchi!
Il collo e gli orecchi arrivano
a completare la faccia di un buffo pagliaccio, di una timida vecchietta, di un
contadino dalla lunga barba grigia, di una bimba che sorride e fa
l’occhiolino... Il ritratto è pronto e il pittore lo guarda soddisfatto.
Anche gli animali di Prato Fiorito vorrebbero dipingere come lui e qualche volta
ci provano tutti insieme, canticchiando la sua simpatica canzoncina e usando,
per dipingere, petali di tutti i colori.
Giocatori - Quanti si vuole, con un conduttore.
Occorrente - Un foglio di carta bianca per ciascun giocatore e pennarelli colorati per tutti.
Preparazione - I giocatori si siedono in cerchio, ciascuno col suo foglio di carta davanti.
Regole - Il conduttore recita (o, meglio ancora, canta) la prima strofa della canzoncina del pittore. Quando ha finito, ciascun giocatore prende due pennarelli a sua scelta e disegna sul proprio foglio i contorni di un viso e i capelli. Fatto questo, i pennarelli vengono posati al loro posto e ciascun giocatore consegna il suo foglio al compagno seduto alla sua destra. Il conduttore recita la seconda strofa e i giocatori, dopo aver preso un nuovo pennarello colorato, disegnano un bel naso sul foglio che hanno ricevuto dal compagno. Il gioco prosegue in questo modo con le altre tre strofe, con sempre nuovi particolari aggiunti sui vari ritratti, che cambiano di mano ogni volta. Dopo la terza strofa si disegna la bocca, dopo la quarta gli occhi e dopo la quinta collo e orecchi. Ogni ritratto viene così realizzato con la partecipazione di cinque giocatori diversi. Quando i ritratti sono pronti, cambiano ancora una volta di proprietario, dopo di che ciascun giocatore sfila davanti ai compagni, tenendo davanti alla faccia il disegno che gli è capitato in mano.
Vince - Chi si diverte di più ad ascoltare la canzoncina del pittore, a disegnare coi compagni e a guardare la buffa sfilata finale.