IL TEATRO D’OMBRE

Ogni corpo non trasparente esposto a una fonte di luce crea un’ombra.

Seguendo questo principio (enunciato dal celebre studioso cinese Lam-Pion-Cin, abitante a Cantoon, padrone di un pechinese e accanito giocatore di shanghai) molto, molto tempo fa vennero realizzati i primi spettacoli di teatro d’ombre. Una lanterna, un telo bianco e tanta fantasia ed ecco nascere, come per incanto, la straordinaria avventura del topo Man-Gi-Ai e del gatto Fui-Man-Giat.

Giocatori - Da un minimo di cinque a un massimo di venti, guidati da un conduttore-regista.

Occorrente - Un proiettore per diapositive, un telo bianco, una corda. Un pezzo di cartone dal bordo liscio.

Preparazione - La corda viene tesa a un paio di metri da terra e il telo appeso alla corda. Il proiettore viene posato da una parte del telo, in modo che riesca, una volta acceso, a illuminarlo tutto, mentre i giocatori si spargono dall’altra parte.

Regole - Un giocatore, scelto dal conduttore-regista, si sposta nella zona compresa tra il proiettore e il telo e assume una posizione strampalata. La luce viene spenta, il proiettore acceso e l’ombra del giocatore-mimo compare all’improvviso sul telo bianco. Tutti gli altri, a questo punto, devono cercare di mettersi nella stessa posizione del compagno, restando poi immobili. Il conduttore riaccende la luce, spegne il proiettore e solleva il telo, confrontando la posizione del mimo con quelle dei compagni. Un punto ai tre giocatori che hanno ottenuto l’imitazione migliore. Il gioco riprende più volte, cambiando ogni volta il giocatore-mimo.

Dopo un po’ di tempo, per complicare il compito degli imitatori, ormai esperti, il conduttore, al momento di accendere il proiettore, copre con il cartoncino la luce, per poi scoprirla solo a metà, ottenendo così sul telo l’ombra di metà mimo. Quando gli altri giocatori hanno assunto quella posizione con metà del loro corpo, il regista copre nuovamente la luce e scopre l’altra metà dell’ombra del mimo. Solo quando i giocatori hanno copiato anche questa metà (senza cambiare l’altra) la luce viene accesa, il proiettore spento e il telo alzato. Per rendere il gioco ancora più vario è possibile anche proiettare sul telo diapositive di paesaggi anziché luce bianca: l’ombra del mimo si mescolerà così con le parti scure del paesaggio, complicando le cose.

Vince - Il giocatore che raggiunge per primo i cinque punti: a lui andrà l’ambito onore di impersonare il topo Man-Gi-Ai (mentre chi, in quel momento, ha meno punti dovrà impersonare il gatto Fui-Man-Giat).