LA PIOGGIA E LE FESTE

        

Era appena entrata nel giardino quando sentì il rumore di qualcosa che correva verso di lei. Era un lupo che gridava: “Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“Che cosa c’è? Chi è che ti spaventa così tanto?”

“C’è la Polizia che mi sta inseguendo. Se mi fermano, mi chiedono i documenti e io non li ho. Nessun lupo ha i documenti! Così mi arresteranno e mi porteranno via con la loro automobile: io ho paura di andare in automobile!”

“Scappa di là, cercherò di fermare io la Polizia.”

Il lupo scomparve dietro al castello proprio mentre un urlo annunciava alla ragazzina l’arrivo dei poliziotti: “Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“Come aiuto? Non mi direte che anche voi state scappando?”
“Certo che stiamo scappando! Ci sono le feste che ci inseguono. Quando arrivano le feste, la gente si ubriaca e non ragiona più. Aiutaci, per favore, aiutaci!”

“Qui tutti sembrano avere bisogno del mio aiuto. Scappate dietro al castello e io cercherò di fermare le feste.”

I poliziotti, con la stessa velocità con cui era arrivato, se ne andarono, lasciando sola la ragazzina, ma non per molto.

Infatti… ecco arrivare le feste: “Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“Oh no! Anche voi state scappando?”

“Oh sì che stiamo scappando: c’è un cimitero che ci insegue. Noi vogliamo che tutti siano allegri, mentre lui rende tutti tristi. Ci vuole rovinare!”

“Andate anche voi dietro al castello e io cercherò di fermare il cimitero.”

In un attimo le feste sparirono dietro al castello. Davanti agli occhi sempre più stupiti di Elisa comparve un cimitero che gridava: “Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“E tu, da chi stai scappando?”

“Dal cinghiale. Scava sempre dappertutto: rovina le tombe, distrugge i cespugli, sradica i fiori…”

“Scappa di là anche tu...”

Il cimitero filò via e sparì in un attimo. Non si sentivano più né passi né urla e la ragazzina stava già pensando che il cimitero si fosse immaginato il cinghiale, quando il cinghiale comparve all’improvviso:“Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“Aiuto... aiuto... e basta con questa parola! Sta’ un po’ fermo con quelle zanne, che mi strappi tutto il vestito!”

“Aiutami, per favore: c’è la pioggia che mi insegue. Vuole trasformare tutta la terra in fango e farmi affondare fino al centro del mondo!”

“Va beh... vai di là e non combinare guai. Dirò alla pioggia di lasciarti in pace.”

Preceduto da un tuono fortissimo, ecco arrivare la pioggia, che stava gridando: “Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“Oh no! Anche tu stai scappando?”

“Oh sì che sto scappando: ci sono i ladri che mi inseguono. Vogliono rubare tutte le nuvole e farmi scomparire. Ho paura!”

“Di là, di là: vai anche tu di là.”

In un attimo la pioggia sparì dietro al castello, seguito dal suo fortissimo tuono. Davanti agli occhi sempre più stupiti di Elisa comparvero i ladri che gridavano a squarciagola: “Aiuto! Aiuto! Aiutooo!”

“E voi, da chi state scappando?”

“Dal lupo. Noi abbiamo paura dell’abbaiare dei cani e l’ululato del lupo ci terrorizza!”

“Scappate dietro al castello e io cercherò di fermare il lupo.”

I ladri scapparono via proprio mentre il lupo, che nel frattempo aveva fatto il giro del castello, arrivava gridando: “C’è la Polizia che mi sta inseguendo. Se mi fermano, mi chiedono i documenti e io non li ho. Nessun lupo ha i documenti! Così mi arresteranno e mi porteranno via con la loro automobile: io ho paura di andare in automobile!”

Dietro al lupo correva la Polizia, dietro la Polizia le feste, dietro le feste il cimitero, dietro il cimitero il cinghiale, dietro il cinghiale la pioggia, dietro la pioggia i ladri ed ecco di nuovo il lupo, la Polizia, le feste …

Elisa si mise a contare tutti i personaggi che le passavano davanti: “Uno, due, tre, quattro, cinque, sei...” e in pochissimo tempo, come succede a chi si mette a contare le pecore, si addormentò e incominciò a sognare. Nel suo sogno, trovò il modo per far smettere i personaggi di scappare uno dall’altro: doveva mandarli in direzioni diverse, non dire a tutti quanti di scappare dietro il castello!

Quando si svegliò, per prima cosa fece addormentare il guardiano del castello, dicendogli di contare tutti i personaggi che gli giravano intorno. Fatto questo, mandò il lupo a destra, la Polizia a sinistra, le feste a nord e il cimitero a sud. Al cinghiale disse di accompagnare la Polizia e alla pioggia di non lasciar solo il cimitero. I ladri, infine, li fece continuare a girare intorno al castello.

Ora poteva finalmente entrare nel castello: il guardiano addormentato non poteva più impedirglielo e non c’era più nessuno da aiutare. Il guardiano aveva detto la verità: le stanze erano tutte piene di ragazzini e di ragazzine che si stavano divertendo moltissimo, con tutti i giochi inventati da Giovanni. Elisa raggiunse la stanza di Giovanni e restò lì a giocare con lui e a raccontargli le sue storie. Ancora adesso i due stanno divertendosi insieme e continueranno fino a quando… questa storia finirà!

 Scuola Primaria di Oulx (TO) - Classi V