IL  PONTE  DELL’INFERNO

(Scuola Elementare di Villar Focchiardo - TO) 

Lungo il torrente che scende nei pressi di quella che oggi tutti chiamano Borgata Inferno, c’è un ponte che un tempo veniva chiamato “Ponte del Paradiso dei Fiori”. Intorno a questo ponte, lungo le due sponde del torrente, c’erano prati fioriti, boschetti dalla fresca, piacevole ombra e cespugli ricchi di frutti dolcissimi. Il posto era talmente bello che spesso gli abitanti del paese vi si fermavano per chiacchierare, leggere o riposarsi dalle fatiche quotidiane. Il diavolo era invidioso dell’esistenza di un posto così bello e un brutto giorno decise di bruciarlo. Detto fatto, una notte buia e senza luna fuoco e fiamme uscirono rabbiosamente dal terreno e divorarono tutto ciò che c’era intorno al ponte, lasciando al posto degli alberi e dei fiori solo cenere e desolazione. Ma gli abitanti del paese non si persero d’animo: spazzarono via la cenere e piantarono nella terra secca e desolata piante e fiori provenienti dai loro boschi e dai loro prati. In poco tempo tutto tornò come prima e per non dimenticare l’esistenza del diavolo sempre in agguato gli abitanti del paese decisero di cambiar nome al ponte, che da quel giorno tutti chiamano “Ponte dell’Inferno”.

Giocatori - Quanti si vuole, divisi in squadre di quattro e guidati da un conduttore.

Occorrente - Carta e matita per i giocatori, un cartellone da appendere al muro e un pennarello per il conduttore.

Preparazione - Ogni squadra scrive sul proprio foglio un elenco di desideri: quelli della gente del paese che vorrebbe veder ritornare come prima i prati e i boschi bruciati dal diavolo. Per dare maggior forza a questi desideri, i giocatori devono cercare di esprimerli con un abbondante numero di parole. Contemporaneamente, il conduttore scrive sul cartellone una breve filastrocca: quella pronunciata dal diavolo mentre sparge la desolazione intorno al ponte. Un esempio di filastrocca potrebbe essere: “Questo posto è troppo bello. Ho deciso: brucio tutto. Brucio questo e brucio quello ! Ecco, il posto adesso è brutto !” Quando i giocatori hanno terminato di scrivere i loro elenchi, il conduttore appende il cartellone bene in vista e il gioco può avere inizio.

Regole - Ogni squadra scrive sul suo foglio una dozzina di parole, scegliendole in modo che ci siano nel proprio elenco di desideri, ma non nella filastrocca. Quando tutti hanno finito, il conduttore chiama un giocatore, che gli dice una delle parole scritte dalla propria squadra. Se la parola rispetta le regole (c’è nell’elenco di desideri, ma non nella filastrocca) il conduttore cancella le lettere che la compongono dalla filastrocca e assegna alla squadra del giocatore un punto per ogni lettera cancellata. Per ogni lettera della parola ne cancella una dalla filastrocca e non di certo tutte le altre uguali a quella. Fatto questo, chiama un altro giocatore e così via. Non si può ripetere una parola già detta da qualcuno. Se una lettera di una parola detta non c’è più nella filastrocca (perché tutte le lettere uguali a quella sono già state cancellate), quella lettera non fa guadagnare punti. Man mano che il gioco va avanti sarà sempre più difficile far punti, visto che ci saranno sempre meno parole sul proprio foglio, sempre più parole già dette e sempre meno lettere da cancellare dalla filastrocca. Il gioco finisce quando nessuna squadra ha più parole da dire (oppure, se succede prima, quando tutte le lettere della filastrocca sono state cancellate).

Vince - La squadra che termina il gioco con il punteggio più alto.