IL DIAVOLO E LA LUNA
(Scuola media di Busca - CN - Classe IE)

Molto, molto tempo fa non esistevano né la luna, né le stelle e le notti erano perciò terribilmente buie. Il diavolo, re del male, approfittava di questo buio per compiere le imprese più terribili, ma un giorno il dio Ilmarinen, indignato per il suo comportamento, decise di combattere le tenebre, alleate del re infernale. Costruì una grossa palla di vetro, la ricoprì d’argento e vi mise dentro una lampada. Poi la portò da Dain, la maga delle altezze, che viveva in una piccola casa su nel cielo, lontana dagli sguardi degli uomini.
“Oh Dain, questa sfera luminosa dovrà rotolare per il cielo ogni notte, allontanando così il buio e le mille paure nascoste tra le sue braccia. Di giorno la nasconderai in un mobile di abete, in modo che nessuno possa vederla.”
“D’accordo, Ilmarinen: farò come mi hai detto.”
Contento della sua opera Ilmarinen creò anche le stelle, piccole, tonde e di vetro argentato, con una minuscola luce all’interno, e diede anche loro a Dain, la maga delle altezze.
Il diavolo, la prima notte che vide splendere in cielo tutte queste luci, si arrabbiò moltissimo e se la prese con la luna, che più delle sue minuscole sorelline illuminava la terra.
“Sciocca, cosa stai facendo? Pensi che i gufi abbiano bisogno della luce per leggere? O credi che il buio faccia paura alle marmotte addormentate? Vai a dormire, sei pallida pallida. Si vede che caschi dal sonno!”
La luna, naturalmente, continuò a splendere in cielo.
“Devo dipingere di nero quel faccione insolente, che neanche mi sta ad ascoltare. Ehi tu, demonietto, viene qua. Prendi questo secchio di vernice nera e questo pennello, sali sulla scala e vai a colorare di nero la faccia della luna. Io starò qui a tenerti la scala. Sta’ tranquillo, non ti farò cadere.”
Il demonietto, felicissimo dell’incarico, non se lo fece dire due volte. Salì velocissimo sulla scala, ma proprio quando stava per cominciare a dipingere la luna il diavolo starnutì e gli fece perdere l’equilibrio. Il demonietto riuscì a restare aggrappato alla scala, ma la vernice cadde sul re del male, che da quel giorno è nero come le sue malefatte. Nonostante questo il diavolo non si arrese: riempì di nuovo il secchio di vernice nera e ordinò al suo piccolo servitore di riprendere il lavoro.
Ilmarinen, che dormiva in un bosco lì vicino, si svegliò proprio quando il demonietto stava incominciando a spennellare di nero la lampada del cielo.
“Demonietto dispettoso, per castigo resterai per sempre sulla luna, con il tuo secchio e il tuo pennello. E tu, diavolo malvagio, visto che ami così tanto il buio, vivrai sotto terra fino alla fine dei tuoi giorni.”
Il demonietto, prepotente e testardo, è ancora oggi sulla luna e passa il suo tempo cercando di dipingerla di nero. La luna, di tanto in tanto, si lava, tuffandosi tra le onde del mare, ma in genere non riesce a pulirsi bene: ecco perché il suo faccione è sempre pieno di macchie scure.
I giocatori vengono divisi in due squadre: quella del diavolo (che ha il compito di dipingere la faccia della luna) e quella della luna (che ha il compito di pulirsi dalla vernice del diavolo). Ogni squadra scrive su un foglio quindici parole a sua scelta, prendendole dalla storia che è appena stata letta. Le parole devono essere il più possibile diverse una dall’altra (come lunghezza, numero e posizione di vocali e consonanti, lettere che le compongono...). A turno, un giocatore di una squadra sfida uno dall’altra. Sfidante e sfidato prendono il foglio della propria squadra e (senza assolutamente essere aiutati dai compagni) cercano nel loro elenco una parola che possegga il più possibile una caratteristica indicata dal conduttore (la parola più lunga, quella con più vocali diverse una dall’altra, quella con la maggiore differenza tra consonanti e vocali e così via). Chi trova, sul suo foglio, la parola più adatta ad accontentare il conduttore, guadagna un punto per la sua squadra. Non si può sfidare un avversario che ha già partecipato al gioco. Quando tutti i giocatori hanno ricoperto uno dei due ruoli (sfidante e sfidato), il gioco termina. Vince la squadra con il punteggio più alto.