DEDALO E ICARO
(Scuola media di Busca - CN - Classe IC)

Un giorno Dedalo, un ingegnoso architetto ateniese, si presentò con il figlio Icaro a Minosse, re dell’isola di Creta.
Il re chiese a Dedalo di aiutarlo a risolvere un suo problema: “Devo rinchiudere il Minotauro, un mostro metà uomo e metà toro, in un posto da cui non possa scappare. Costruiscimelo e ti farò diventare ricco.”
L’ateniese accettò: “D’accordo. Costruirò intorno al Minotauro un labirinto molto intricato. Non riuscirà di certo ad uscirne!”
Dedalo costruì il labirinto per il re Minosse, che lo accolse nella sua corte riempiendolo di onori.
Dopo qualche anno Dedalo sentì nostalgia per la sua patria e chiese al re il permesso di tornare a casa: “Re di Creta, gli anni passano e la mia gente mi manca sempre di più. Ti chiedo il permesso di tornare nella mia terra.”
Ma Minosse non era per niente d’accordo: “No, devi restare qui. Conosci il segreto del labirinto ed è un segreto che non deve uscire da quest’isola!”
Il re, per essere sicuro che Dedalo non se ne andasse, lo fece gettare nel labirinto, insieme al figlio Icaro.
Dedalo, però, non si rassegnò a morire sull’isola. Raccolse moltissime penne d’uccello, le dispose in fila, dalle più piccole alle più grandi, e le fissò una all’altra con della cera. Facendo così, preparò due paia di ali, ne indossò un paio e consegnò l’altro al figlio.
“Voleremo verso casa. Nessuno, fino ad ora, ha mai tentato una simile impresa, ma io so che noi due possiamo farcela! Devi fare, però, molta attenzione. Non volare troppo in alto né troppo in basso. Se ti avvicinerai al sole, il suo calore scioglierà la cera che rende robuste le tue ali e tu precipiterai senza scampo. Se ti avvicinerai al mare, la sua umidità inzupperà le tue penne e tu non potrai più risalire.”
I due si lanciarono in volo alle prime luci dell’alba.
Icaro, quando si sentì trasportare in alto dal vento, provò un’emozione così grande che dimenticò le parole del padre. Preso dall’ebbrezza del volo, salì in alto nella scintillante luce dorata, avvicinandosi sempre più al sole. La cera si sciolse e le penne delle sue ali svolazzarono via, di qua e di là. Icaro continuò a sbattere le braccia, ma fu inutile: senza più il sostegno delle ali, cadde inesorabilmente in mare.
Dedalo, accortosi che il figlio era scomparso tra le onde, continuò tristemente il suo volo e raggiunse le coste della Campania. Da qui ripartì, stavolta su una normale, solida nave, per la Sicilia, dove guadagnò fama e ricchezza costruendo bellissimi templi.
Quattro squadre di quattro-cinque giocatori ciascuna.
Parte prima – La costruzione delle ali
Ogni squadra deve scrivere dieci parole di non più di dieci lettere ciascuna. Fatto questo. Il conduttore detta a tutti quanti una frase (“Mi raccomando, Icaro, non volare troppo in alto o troppo in basso”). I giocatori devono cancellare, sia dalle loro dieci parole, sia dalla frase, le lettere che parole e frase hanno in comune. Naturalmente, ogni volta che cancellano una singola lettera dalla frase, cancellano una delle lettere uguali a quella (e non tutte le lettere uguali a quella!) da una delle parole. A questo punto, devono cercare di formare della parole mescolando le lettere rimaste (da una parte o dall’altra, fa lo stesso...). Un punto per ogni parola di almeon quattro lettere formata correttamente.
Parte seconda – Il volo di Icaro (né troppo in alto, né troppo in basso...)
Ogni squadra prepara degli indovinelli doppi (indovinelli in rima che hanno come soluzione due parole che differiscono una dall’altra solo di una lettera) da proporre alle altre. Un punto per ogni indovinello doppio indovinato prima degli altri. Chi dà una risposta sbagliata non può più cercare di risolvere né quell’indovinello né il successivo. Tre punti alla squadra che ha scritto, a giudizio insindacabile del conduttore, gli indovinelli più originali.
Vince la squadra che conclude il gioco con il punteggio finale (dato dalla somma dei punti conquistati nelle due parti del gioco) più alto.