TESEO
(Scuola media di Busca - CN - Classe IA)
Minosse, re di Creta, teneva rinchiuso, nel Labirinto del Palazzo di Cnosso, un mostro mezzo uomo e mezzo toro: il Minotauro.
Ogni anno Minosse dava in pasto al mostro sette giovani ragazzi e sette belle fanciulle, che gli Ateniesi erano costretti a consegnargli come tributo.
Un giorno, un coraggioso greco di nome Teseo, decise porre fine a tutto questo, uccidendo il Minotauro: “Partirò con le giovani vittime e morirò con loro o libererò la mia patria da un simile flagello!”
Quando Teseo arrivò nel Palazzo di Cnosso, Arianna, figlia del re Minosse, si innamorò subito di lui.
“Chi sei, bel giovane e cosa sei venuto a fare qui a Creta?”
“Sono Teseo, figlio di re Egeo, e sono qui per liberare la mia patria da un tributo orrendo. Per fare questo, devo uccidere il Minotauro!”
Sentendo queste parole, Arianna divenne pallida e incominciò a tremare: “Il Minotauro è al centro del Labirinto. Anche se tu riuscissi ad ucciderlo, cosa quasi impossibile, non riusciresti più a trovare la via del ritorno.”
Nonostante le parole della principessa, Teseo era irremovibile: “Il mio coraggio e la protezione degli Dei mi aiuteranno.”
Arianna tirò allora fuori da una tasca dell’ampio vestito un gomitolo di lana: “Voglio aiutarti. Lo meriti perché sei molto coraggioso. Tieni questo filo tra i denti e non lasciarlo mai andare. Quando avrai ucciso il Minotauro, il filo ti servirà per tornare indietro senza perderti tra le mille strade del Labirinto.”
Teseo fu commosso da tanta gentilezza: “Grazie, bella principessa. Starò attento a non abbandonarlo neanche per un attimo.”
Detto questo, il giovane ateniese entrò nel Labirinto, portando con sé il filo. Quando arrivò nella sala centrale, l’orribile mostro lo accolse con muggiti spaventosi, roteando gli occhi iniettati di sangue. Teseo non si perse d’animo: affrontò coraggiosamente il Minotauro e dopo una breve lotta riuscì ad ucciderlo. Fatto questo, incominciò a riavvolgere il filo che gli aveva dato Arianna e in poco tempo fu fuori dal labirinto.
Grazie all’astuzia della principessa, Teseo era salvo e gli Ateniesi erano finalmente liberi dalla crudeltà del mostro mezzo uomo e mezzo toro.
Parte prima – Teseo cerca di far innamorare Arianna (e viceversa...)
Ogni squadra deve scrivere due quartine in rima, che parlino (più o meno seriamente...) di amore e che rispettino sia la metrica (endecasillabi), sia il tipo di rima (rima baciata!) decisi in precedenza. Al termine del tempo concesso (dieci-quindici minuti) ogni squadra riceve un punteggio da uno a cinque a seconda dei risultati ottenuti. Giudice insindacabile è, naturalmente, il conduttore.
Parte seconda – Teseo raggiunge il Minotauro e lo uccide.
Il conduttore detta a tutti dieci aggettivi. Ogni squadra li scrive sul proprio foglio e aggiunge, accanto a ciascuno di loro, un suo sinonimo (per avvicinarsi al Minotauro...) e un suo contrario (per ucciderlo...). Anche stavolta, a ogni squadra viene assegnato un punteggio da uno a cinque a seconda di ciò che ha scritto.
Parte terza – Teseo, seguendo il filo di Arianna, esce dal labirinto.
Il conduttore propone alle squadre degli indovinelli doppi (indovinelli in rima che hanno come soluzione due parole che differiscono una dall’altra solo di una lettera). Un punto per ogni indovinello doppio indovinato prima degli altri. Chi dà una risposta sbagliata non può più cercare di risolvere né quell’indovinello né il successivo.
Vince - La squadra che conclude il gioco con il punteggio finale (dato dalla somma dei punti conquistati nelle tre prove) più alto.