CHE CAUDET E IL GATTO NERO
(Scuola Media di Busca - CN)

Questa leggenda risale alla seconda metà
dell’800.
In una frazione del paese di Villa Falletto, in
mezzo alle campagne, viveva una famiglia con un bambino piccolo. La notte in cui
compì un anno, il bimbo morì senza che nessuno riuscisse a capire perché.
Passò del tempo e la famiglia fu allietata dalla
nascita di un altro bambino, che purtroppo fece la stessa fine del fratello.
I due sposi non si persero d’animo ed ebbero un terzo figlio. Come fare ad impedire che morisse anche lui come i
due fratelli che lo avevano preceduto? Una signora del paese consigliò loro di
rivolgersi a Francesco Calderano, soprannominato Che Caudet, un grande esperto
di masche.
Poco prima che il bambino compisse un anno, i due
andarono da Che Caudet e gli raccontarono l’accaduto.
“Dovete fare attenzione ad un grosso gatto nero.
È lui che gira per le campagne, uccidendo i bambini nelle culle.”
Che Caudet consigliò il padre del bambino di
tenere sempre accesa una lanterna e di procurarsi un bastone. Allo scoccare
della mezzanotte, se avesse sentito la porta aprirsi avrebbe dovuto avvicinarsi
alla culla e sferrare tre colpi decisi col bastone, sfiorando la testa del
bimbo.
Arrivata la sera, il padre fece come gli era stato
detto: accese una lanterna e si armò di un grosso bastone nodoso. Nella notte
sentì aprirsi la porta e vide un enorme gatto nero con occhi diabolici.
Impaurito e arrabbiato nello stesso tempo, picchiò più forte che poté e il
gatto scappò via.
Il mattino dopo Che Caudet andò da loro per
sapere come era andata la notte. I due genitori erano sereni e sorridenti: il
loro bambino dormiva tranquillamente nella sua culla.
“Bene, bene... in giornata scopriremo chi era il
gatto nero.”
Dopo un po’ videro passare davanti alla porta
una loro vicina di casa. Sotto un grande fazzoletto colorato che le copriva la
testa si intravedeva una profonda ferita e aveva un braccio fasciato da poco.
Alla domanda su cosa si fosse fatta, la donna disse che era inciampata, aveva
battuto la testa e si era rotta un braccio, ma nessuno le credette.
I genitori furono grati a Che Caudet per aver salvato il loro bambino e da quella notte non si videro più gatti neri aggirarsi da quelle parti.
Giocatori – Due o più squadre di tre-quattro giocatori ciascuna. Un conduttore.
Occorrente – Carta e matita per tutti.
Preparazione – Nessuna.
Regole – Ogni squadra deve affrontare cinque prove. Meglio viene superata una prova, più facili saranno le prove successive e viceversa. (Superando bene una prova si rafforzano le difese intorno alla culla del bambino, affrontandole male acquista forza il gatto nero).
Il bastone – Cinque minuti di tempo per scrivere un elenco di parole, ciascuna delle quali deve essere formata da una lettera in più di quella precedente. Non solo! Ogni parola deve avere al suo interno il maggior numero possibile di lettere della parola che la precede.
Il tempo che passa – Cinque minuti di tempo per scrivere una frase di senso compiuto formata da parole di volta in volta più lunghe (nessuna parola deve essere della stessa lunghezza o più corta di quella che la precede). Per rendere la prova più difficile (per chi ha affrontato male la prova precedente...) si può far iniziare la frase con una parola di quattro o cinque lettere.
Il bambino – Cinque minuti di tempo per comporre una frase di senso compiuto le cui parole inizino con le lettere che compongono la parola “bambino” (prese nell’ordine giusto). Per rendere la prova più difficile, si può legare la frase alle parole “un bambino” o, più difficile ancora, a “un bel bambino”.
I consigli di Che Caudet – Cinque minuti di tempo per scrivere tre frasi di trenta lettere ciascuna (non una di più, non una di meno). Fatto questo, bisogna mescolare le tre frasi, alternando con regolarità le lettere dell’una, dell’altra e dell’altra ancora. Per rendere la prova più difficile, basta far scrivere quattro frasi.
La vicina di casa – Cinque minuti di tempo per scrivere una parola più lunga possibile usando solo ed esclusivamente le lettere che compongono la frase: “La vicina di casa è una masca!” Per rendere più difficile la prova, basta far partire dalla frase “La vicina è una masca!”
Vince – La squadra che affronta e supera meglio le cinque prove, a giudizio insindacabile del conduttore, il saggio Che Caudet.